Scrivere e comunicare, gestire blog restando umani
L’originalità è una materia rara, in via di estinzione, soffre di omologazione, trova la zona di conforto nelle scorciatoie intelligenti artificiali.
Se gli fai la stessa domanda varie volte, produrrà articoli rimaneggiando un certo numero di risposte, variate per composizione grammaticale e uso di sinonimi. Quando sbaglia, puoi dirglielo tu, che il sé è diverso da se. Lei appurerà e correggerà anche per gli altri. Eppure le manca qualcosa! Non ha la capacità di improvvisare, non può descrivere attraverso l’esperienza sensibile (chissà cosa direbbe Locke), di ideare uno stile, di controllare il lavoro, di limarlo, raffinarlo, cesellarlo. Di accurare un progetto. Di esclamare: “Manca la persona cazzo!”
l’IA è massimalista, ha prestazioni muscolari, memoria inarrivabile, capacità di elaborazione epocale. Emana e irradia stupore che si traduce in ingenuità, toglie il senso critico, confonde la verità, è implementata da persone che trasmettono involontariamente le loro morali, i loro deali, i pensieri.
Sarebbe equa se queste persone fossero in ugual misura uomini e donne, asiatici e africani, etero e omo, conservatori e progressisti. Insomma, quando a istruire sono solo alcuni, non può esserci equità.
Diciamolo pure, l’IA struttura un conformismo tecnologico e tecnocratico! Gli informatici ci dicono che non ha consapevolezza, che non si può ‘ancora’ pretendere un risultato che vada oltre le medie qualità.
Medie qualità: come, una pesca un po’ acida, il caffè troppo amaro, la pasta senza il parmigiano, una vacanza in cui piove, un romanzo che continui a leggere ma non ti tira mai dentro. Noi invece crediamo che il conformismo faccia comodo.
In sostanza, bisogna scrivere bene! Imperativamente, assolutamente. Anche quando scrivi una banale pubblicity, devi farlo bene per non contribuire alla discesa culturale generalizzata.
Quindi nuovamente in imperativo … Scrivi tu e impara a scrivere bene.
Quando la interroghi, trattala da strumento, rileggi e interpreta, sonda prima la materia, consulta il web i libri e gli esperti, fai domande preparate, chiedi risposte preparate. Scrivere, è linguaggio, invenzione, immaginazione, esercizio, studio. Il resto sono solo parole digitali.
Testo pubblicato su Ritratto Artigiano n°3 del 2018
Titolo ” Biennale ’18, architettura: free and between”
La biennale 2018 ha un manifesto programmatico che punta gli occhi degli spettatori sugli spazi che, nel mondo, riescono ad andare oltre i cancelli della proprietà privata, luoghi che si ‘frappongono’ creando spazi capaci di porsi in dono alla società civile e alle persone spaziando tra la dimensione pubblica e quella più intima e riflessiva.
In giro per i padiglioni, si sviluppano teorie progetti, installazioni e documenti di lavori esistenti, dal recupero di edifici storici diventati meravigliose biblioteche, alla ricerca del concetto di Free Space in Between, lo spazio libero che sta tra gli spazi della città.
Un interessante settore riguarda le occasioni perdute, rivisita i progetti per Venezia rimasti sulla carta, mai costruiti, disegnati da grandi architetti come Frank Lloyd Wright, Louis Kahn, Le Corbusier, Isamu Noguchi, ai tempi in cui il fastidioso termine archistar ancora non era stato coniato.

Pubblicazione di racconti
Ho avuto il privilegio di poter partecipare con dei racconti narrativi brevi, a queste due raccolte di testi sulla città di venezia, pubblicati da La Toletta e curati da Giovanni Benzoni, purtroppo tristemente compianto, al quale esprimo un sentito ringraziamento.

